Quando manca la macchina fotografica…

Non so se la mia sia davvero una passione per la fotografia o una vera e propria pazzia fotografica! 😀

Spesso ovunque io vada, che sia in vacanza, al mare, in giro per negozi o al lavoro, osservo tutto quanto mi circonda alla ricerca di situazioni, particolari, volti, paesaggi, etc, da fotografare.

Ovvio che non sempre ho la mia macchina fotografica con me, ma sicuramente mio compagno fedelissimo è il cellulare, dotato, ovviamente, come ormai quasi tutti i modelli in circolazione, di una fotocamera, una buona fotocamera, nonostante le dimensioni ridotte dell’obiettivo.

Ed è con il cellulare che tante volte mi trovo a fermare dei momenti.

Ognuno di quei momenti ha per me un significato, mi ha donato un’emozione, e lo ricambio imprimendolo per sempre nella mia memoria e, quando possibile, nella mia schedina SD del cellulare 🙂

Spero vi piacciano! buona visione!

 

Rosso tramonto…

 

Street photography

 

Natura

 

La fotografia e lo Zen

La parola giapponese zen significa meditare. La filosofia zen è la via del qui ed ora, ovvero tutto accade in questo istante, passato e futuro sono solo nella nostra mente e dunque fermarsi a pensare, a rimuginare su ciò che è stato o su quello che potrebbe avvenire significa, in qualche modo, non vivere.

Lo zen è una via diretta e concreta, si basa sull’immediatezza degli insegnamenti: non devi pensare di capire, devi capire e basta! È una via che si basa sull’esperienza diretta degli insegnamenti ed è semplice se solo si fosse liberi dai condizionamenti dell’ego che confonde la realtà.

La meditazione zen non si fa sul cucuzzolo di una montagna o isolati comunque dal resto del mondo, ma nella vita quotidiana, in ogni parola, in ogni gesto…

Ma allora che cosa ha a che fare la fotografia con lo zen?

Una fotografia la definisco “zen” quando il suo messaggio, la sua emozione, sono immediate, quando qualsiasi elemento della fotografia racconta la sua parte di storia in un puzzle unico.

Perché questo avvenga, la foto deve essere quanto più lineare possibile e avere pochi elementi in armonia tra loro di modo che l’insieme arrivi immediato al cuore, come un unico messaggio, diretto e semplice. Il qui ed ora…

 

La fotografia emozionale

La fotografia è astrazione, approssimazione della realtà. Nella sua funzione più stretta, possiamo definirla come rappresentazione di un modello della realtà. Difatti una foto è l’istantanea di “ciò che è raffigurabile” di un momento di vita, che sia esso spontaneo o costruito.
La foto in primo piano di una persona spaventata non ci dice il motivo per cui essa è spaventata, ma può lasciare spazio a chi guarda di fantasticare e cercare così di ricostruire, con la fantasia, quella parte di realtà che manca. Quanti più elementi sono aggiunti alla foto, tanto più ricco è il modello, e tanto meno spazio è lasciato a chi guarda.
Allora la ricchezza di una fotografia sta in tutto ciò che non racconta e che spinge l’osservatore a cercare, nella sua fantasia, nella sua mente.
Meglio, nel suo cuore.
E’ qui che nasce quella che chiamo la “fotografia emozionale”, un’immagine che attira l’interesse della parte più profonda dell’osservatore, l’immagine che smuove dentro un’emozione.
Non c’è tecnica che tenga di fronte all’insorgere di un’emozione.
La foto di un volto suscita emozione se da quell’immagine traspare l’animo del soggetto fotografato e del fotografo stesso, la motivazione profonda che spinge il soggetto ad assumere una determinata posa, ed il fotografo a carpire proprio quell’istante, a scegliere quella luce…

Fotografare (dal greco phôs, photós = luce e gráphein = scrivere) significa disegnare con la luce; quindi la luce assume un ruolo fondamentale per raccontare uno stato d’animo. Ottenere la padronanza della luce, di ogni sfumatura, in una fotografia, significa poter esprimere con maggiore ricchezza la propria emozione.
Se la fotografia riesce a provocare, in chi guarda, un senso di “appartenenza” a ciò che vi è rappresentato, se permette di entrare nel suo paesaggio, o negli occhi di un volto, se permette l’intima connessione tra soggetto, fotografo ed osservatore, allora è una fotografia emozionale.

rosa novembre 2012 - _D2C0103